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giornale telematico

del Comune di Isernia

direttore  responsabile  Mauro  Gioielli               

 

comunicato stampa   /  martedì 23 dicembre 2014  /  ore 11:40

Tassa sui rifiuti

Intervento del consigliere Onorato

 

«Confermo assolutamente che la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini di Isernia nel 2013 risulta essere tra le meno care d’Italia». A parlare è il consigliere delegato al Bilancio Fabia Onorato, che interviene dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal consigliere di minoranza Giacomo d’Apollonio, il quale ha sostenuto che i dati a disposizione sulla tassa-rifiuti non sono aggiornati e che il sindaco altera la realtà dei fatti.

«In verità – spiega l’esponente di ‘Isernia di tutti’ – quanto affermato dal sindaco non fa altro che riportare il risultato derivante dalla 7° Indagine nazionale del Creef (Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori) sui ‘Servizi e Tariffe Rifiuti’, dal quale si rileva che Isernia è la seconda città meno cara per la tassa sui rifiuti per il 2013. L’indagine rileva che per quanto riguarda la Tares 2013 (Tarsu nel caso di Isernia) i cui dati sono completi e disponibili, per un appartamento di 100mq e un nucleo familiare di 3 persone (comprensivo della quota servizi indivisibili di 0,30 euro al mq) la spesa massima complessiva è quella di Siracusa, pari a 560 euro annui, seguita da Cagliari (531 euro), Napoli (509,5 euro) e Catania (506 euro). Gli importi minori, invece, sono stati rilevati a Sanluri (125 euro), Isernia (154 euro), Brescia (179 euro), Udine (197 euro) e Matera (198 euro), a fronte di un dato medio nazionale di 312,7 euro annui. È evidente che i dati più aggiornati disponibili sono quelli relativi al 2013, mentre i dati 2014 non sono ancora definitivi. Ad oggi – spiega ancora Onorato – ci vorrebbe una bella palla di vetro per confrontare le nuove quantificazioni relative alla Tari 2014 tra i vari Comuni d’Italia, in quanto la seconda rata della tassa a saldo, per Isernia, si pagherà entro il 30 aprile 2015. Quindi, nessuna mistificazione, bensì la semplice evidenza dei fatti!».

«Purtroppo, però, – prosegue il consigliere Onorato – sembra che il fatto che l’amministrazione sia riuscita a contenere la tassa sui rifiuti del 2013 non sia andata tanto a genio al consigliere di minoranza, al quale evidentemente sta più a cuore denigrare le scelte dell’amministrazione piuttosto che tutelare le tasche dei cittadini. Per stimare quale sarà l’onere della tassa sui rifiuti 2014 – prosegue Onorato – bisognerà aspettare e tenere conto, comunque, che gli impianti legislativi tra la vecchia Tarsu 2013 e la nuova Tari 2014 sono molto diversi. Dove l’amministrazione ha potuto operare, come nel 2013, applicando il minimo consentito delle tariffe, l’ha fatto. Nel caso della Tari, invece, la stessa amministrazione non ha potuto scegliere la tariffa, poiché si ottiene attraverso un calcolo matematico, stabilito dalla legge tra costo del servizio, utenze e metri quadrati delle abitazioni. È cambiato il nome, da Tares, Tarsu a Tari. E con esso sono cambiati i parametri per calcolare le bollette. Facendoci due conti, e confrontando i risultati con quelli del 2013, vien fuori che per il 2014 la tassa sulle immondizie si basa oltre che sui metri quadrati anche sul numero dei componenti del nucleo familiare. Le variazioni, dato che in alcuni casi minoritari la tassa può pure diminuire, non si mostrano proporzionali: la filosofia su cui poggiano le novità, evidentemente, è quella secondo cui la Tari pur essendo un’imposta, è impostata – passi il gioco di parole – come una tariffa. Che significa, allora? Che qui si paga di più secondo l’utilizzo del servizio. Inoltre, il gettito Tari dovrà coprire, così come stabilito dalla legge, per intero tutti i costi relativi alla gestione e alla fornitura del servizio di raccolta e smaltimento.

In ultimo – conclude Onorato – buttare sempre fango sull’operato dell’amministrazione comunale non giova certo a mitigare un clima di malessere diffuso tra milioni di famiglie che si vedono senza prospettive. Vorrei ricordare le parole del nostro Presidente della Repubblica: “Nell’insieme, ci deve preoccupare un clima sociale troppo impregnato di negatività, troppo lontano da forme di dialogo e sforzi di avvicinamento parziale che hanno nel passato spesso contrassegnato le relazioni sociali o politico-sociali”.

 

il direttore