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Notizie sulle fiere di Isernia
di Mauro Gioielli
www.maurogioielli.net
Articolo pubblicato
nel settimanale «EXTRA», anno XVI, n. 25, sabato
27 giugno 2009, pp. 17-18
Una pergamena del
1254
Un diploma
pergamenaceo di Rogerius Celani, Molisi et Albe
Comes, datato 19 ottobre 1254, contiene vari
privilegi concessi a Isernia, tra cui l’esenzione
da alcune gabelle in occasione di due feste:
quella del patrono San Nicandro (17 giugno) e
quella dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno).
Nel documento
feudale si fa riferimento, tra l’altro, alle
attività mercantili e si sancisce la dispensa dal
pagamento di alcune tasse durante la fiera «fratrum
duorum sanctorum Nicandri et Martiani». Simili
erano le esenzioni «in festo beatorum
Apostolorum Petri et Pauli tribus diebus, uno
silicet ante festum, ipso die festi, et uno post
festum» [1].

Angelo Viti
vede nel diploma del conte Ruggero «l’esclusivo
riflesso d’una tipica attestazione “burgensatica”
dei tempi di mezzo: ché interessa precipuamente
concessioni d’una signoria locale ad una comunità
cittadina su diritti di franchigie, gabelle,
plateatico e relativi usi di mercati, fiere,
edifici, etc. Il tutto in piena, libera proprietà
e godimento» [2].
Feste e fiere tra il
XV e il XVII secolo
In uno dei
Capitoli della Bagliva promulgati nel 1487, e
precisamente quello intitolato Delli giorni
franchi della fiera, si elencano feste e fiere
che nel XV secolo si tenevano a Isernia: «Item
volemo che li Balij debbiano osservare li giorni
franchi e far osservare alli cittadini et
all’uomini di detta Città, senza nessuno pagamento
di gabelle, e li Balij (sì come ad essi cittadini
è antica et approvata consuetudine ed è legge)
cioè d’osservarsi due giorni franchi avanti la
festa e la fiera di S. Pietro Apostolo, e doppo
detta festività un altro giorno. E similmente
nella festa di S. Ippolito, e di S. Matteo tre
giorni avanti e uno doppo la festa di S. Matteo
Apostolo ed Evangelista. Pure franchi sono i dì
26, 27 e 28 settembre fiera di S. Cosmo per
Provisione del S.R. Conseglio» [3].
In uno dei
Capitoli aggiunti il 16 ottobre 1620, relativi
all’esitura, si ricordano i giorni delle
«festività della Madre SS. della Sanità [4],
di S. Ippolito e Cassiano, e delli SS. Martiri
Cosmo e Damiano», e si aggiunge che erano giorni
«franchi e liberi», durante i quali (vigilia
inclusa) non si poteva «esiggere dalla popolazione
cosa alcuna» [5].
Le fiere isernine nel
1858
Notizie sulle
fiere isernine si rilevano anche dalla monografia
redatta da Stefano Jadopi nel 1858, laddove egli
elenca: «quella del 19 Maggio di S. Pier Celestino
per le lane ed agnelli, dei 17 Giugno S. Nicandro
pel decreto 27 Luglio 1825 abbandonata, dei 29
detto mese S. Pietro e Paolo per lo grande
smaltimento di cipolle [6],
dei 13 Agosto S. Ippolito per animali bovini,
cavalli, gregge di scarto, e poco conto, come le
altre dei 21 e 27 Settembre S. Matteo e S. Cosmo»
[7].

Le fiere nella prima
metà del XX secolo
Giambattista
Masciotta, nel terzo volume de Il Molise dalle
origini ai nostri giorni [8],
segnala le fiere che ad inizio Novecento (1914 ca.)
si svolgevano a Isernia, vale a dire quelle di San
Pietro Celestino (18-19 maggio), dei Santi Pietro
e Paolo (29 giugno), di Sant’Ippolito (12-13
agosto), di San Matteo (20-21 settembre) e dei
Santi Cosma e Damiano (26-27 settembre). Inoltre,
per la frazione Castelromano, Masciotta aggiunge
la fiera di «S. Salvatore» (5-6 agosto).
Simili le
informazioni riportate in uno scritto di Fernando
Cefalogli, in cui si legge che, nel 1931 [9],
le fiere regolarmente autorizzate
dall’amministrazione comunale isernina erano: «S.
Pietro Celestino, 18-19 maggio (animali e
primizie); SS. Pietro e Paolo, 28-29 giugno
(cipolle e generi vari); S. Ippolito, 12-13 agosto
(animali e generi vari); S. Matteo, 20-21
settembre (animali); SS. Cosmo e Damiano, 26-27
settembre (artigianato, animali e generi vari)» [10].

Note
[1]
Il testo della pergamena è trascritto nel volume
di Angelo Viti, Note di diplomatica
ecclesiastica sulla Contea di Molise dalle fonti
delle pergamene capitolari di Isernia, Arte
tipografica, Napoli 1972, pp. 373-377. Del diploma
di Ruggero s’è interessato anche Antonio M. Mattei
nel secondo volume della Storia d’Isernia,
laddove propone una sua traduzione, saltando i
riferimenti alla festa dei Santi Pietro e Paolo
(A.M. Mattei, Storia d’Isernia, vol. II,
Dagli Svevi ai Borboni. Documenti inediti,
Athena Mediterranea, Napoli 1978, pp. 32-35).
[2]
A. Viti, Note..., cit., p. 192.
[3]
A.M. Mattei, Storia..., cit., vol. II, pp.
270. Il documento originale contenente i
Capitoli della Bagliva è andato perso, ma si
conserva un antigrafo redatto dopo il 29 ottobre
1718. Il titolo di tale copia settecentesca è
Capitoli della Bagliva della Fedelissima Regia
Città di Isernia e parim.ti li Capitoli degli
Affitti de Corpi della Città (cfr. A.M. Mattei,
Storia..., cit., vol. II, pp. 253-306; M.
Gioielli, Isernia fra passato e presente,
Palladino, Campobasso 2006, p. 42).
[4]
Alla Vergine della Sanità «era dedicata una
“Cappelluccia” diroccatasi a causa del
bombardamento» del 1943 (cfr.G. Gnolfo, Isernia
Mariana, Scuola tipografica salesiana, Bari
1955, p. 14).
[5]
A.M. Mattei, Storia..., cit., vol. II, pp.
294.
[6]
M. Gioielli (a cura di), La Fiera delle
Cipolle, un’antica tradizione isernina,
Palladino, Campobasso 2005.
[7]
S. Jadopi, Isernia, a cura di F. Cefalogli,
Iannone, Isernia 2009, p. 73.
[8]
G. Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri
giorni, vol. III, Il circondario d’Isernia,
Di Mauro, Cava dei Tirreni 1952, pp. 29 e 558.
Nelle note, Masciotta
asserisce che la fiera di San Pietro e Paolo venne
istituita col ricordato diploma del 1254; quella
di San Salvatore, con «D.P. del 20 febbraio 1909»;
le altre quattro fra il 1790 e il 1797
(circostanza smentita da più fonti, almeno per tre
di esse).
[9]
Da una pubblicazione del 1928, sappiamo che a
Isernia si svolgevano «fiere nei giorni 19 maggio,
28 e 29 giugno, 13 agosto, 26 e 27 settembre». La
più importante era «quella del 29 giugno, detta
delle cipolle, per la grande vendita che nel
giorno dedicato a S. Pietro si fa dei noti bulbi»
(cfr. G. De Napoli, Le cento città d’Italia.
Campobasso e altre città del Molise, fascicolo
236°, Sonzogno, Milano 1928, p. 13).
[10]
F. Cefalogli, Le fiere a Isernia, in A.
Masi, La fiera nel tempo. Mercanti e avventori
a Venafro e altrove, Edizioni Eva, Venafro
2005, p. 101.
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