direttore responsabile Mauro Gioielli           

                                                                                                                               home page —>

Città News - Web Magazine del Comune di Isernia

mercoledì 8 aprile 2015, ore 12:50

 

Giornata internazionale dei popoli rom e sinti

 

Si è tenuta questa mattina, nella Sala Raucci del Comune di Isernia, la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge per il riconoscimento della minoranza dei rom e dei sinti, in occasione della «Giornata internazionale del popolo rom e sinti».

Sono intervenuti: l’assessore alla cultura del Comune di Isernia, Cosmo Galasso, la responsabile regionale per la proposta di legge, Concetta Sarachella, e la responsabile provinciale del comitato di Isernia, Sara Ferri.

Durante la conferenza, è stato anche lanciato un appello attraverso un documento di cui si riportano i contenuti:

«Rom e Sinti sono la più grande minoranza europea – oltre 12 milioni di persone -; non hanno una terra di riferimento, non hanno, come altre minoranze, rivendicazioni territoriali, quindi non hanno mai fatto guerre per rivendicare una patria, non hanno sedi di rappresentanza, sono cittadini del luogo nel quale vivono. Rappresentano quindi il perfetto po­polo europeo, ma ciononostante sono il popolo più discriminato d’Europa.

In Italia, sin dal XV secolo, Rom e Sinti sono la minoranza storico-linguistica più svantaggiata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione europea. In Italia Rom e Sinti sono circa 150mila, dei quali oltre la metà sono cittadini italiani, ma ciononostante continuano ad essere considerati fondamentalmente come “estranei” e “nomadi”. Il nomadismo moderno è piuttosto rappresentato dall’essere ancora un popolo che vive ai “confini”, non solo fisici, nel tentativo di costruire dei rapporti di pacifica convivenza e di mantenimento della propria identità, che consiste anche in una concezione di vita, che si può pure definire uno stato dell’anima, un modo di vedere il mondo, lo spazio e il tempo che non si possono omologare. 

Anche per questa “irriducibilità” all’omologazione, le amministrazioni pubbliche si sono limitate alla politica del contenimento e della marginalizzazione, delegandone la gestione al pri­vato sociale. Eppure la partecipazione di rom e sinti alla vita collettiva, con il proprio contributo umano e culturale, è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene rele­gato destinandolo all’assistenza e non alla propria responsabilità.

La proposta di legge di iniziativa popolare “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLA MINORANZA  STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI” presentata da 14 cittadini italiani, in rappresentanza di 47 associazioni rom e sinti, il 15 maggio 2014 presso la Corte di Cas­sa­zione, vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che preve­dono la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza di­stin­zione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze storico-linguistiche con apposite norme; contrastare discriminazione e pregiudizio nei confronti della minoranza rom e sinti che sono causa della scarsa integrazione nella società e soprattutto della marginalizzazione sociale ed economica anche per il loro mancato riconoscimento istituzionale come minoranza.

Il disegno di legge di iniziativa popolare si articola in diversi punti:

1. la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della mino­ranza rom e sinti, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze (diritto allo studio e all’insegnamento della lingua, diffusione della cultura e delle tradizioni storico-letterarie e musicali);

2. l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Co­stituzione, per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita so­ciale, culturale e politica del Paese;

3. il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedenta­rietà o di itineranza, di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle mino­ranze nazionali di Strasburgo del 1° febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d'inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti;

4. norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull'appartenenza ad una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di etnia.

Chi condivide questo appello condivide la convinzione che il ricono­scimento delle minoranze rom e sinti, della loro storia, della loro cultura, della loro identità, consente di accogliere rom e sinti nella co­munità più generale, insieme con tutte le altre identità che costituiscono il nostro patrimonio nazionale».

 

 

il direttore