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giornale telematico del Comune di Isernia

direttore  responsabile  Mauro  Gioielli

 

 

lunedì  13 luglio  2016  /  ore  17:50

LIPA, laboratorio inclusivo di partecipazione attiva

© Comune di Isernia

 

Si sta tenendo, nella sala consiliare del Comune di Isernia, la prima riunione assembleare della LIPA (Laboratorio Inclusivo di Partecipazione Attiva), voluta dal sindaco di Isernia, Giacomo d’Apollonio, per la condivisione delle scelte amministrative dell'Ente.

Nello specifico, si partirà con la programmazione degli interventi della “Strategia Europa 2020” (POR Molise FESR-FSE 2014-2020,) sulla quale far convergere gli investimenti in programma nell’area urbana di Isernia, Miranda e Pesche.

 

 

Ad inizio riunione, il sindaco d’Apollonio ha aperto i lavori riassumendo le ragioni politiche e programmatiche dell’iniziativa, evidenziando soprattutto le finalità democratiche dell’incontro.

Queste le sue parole:

Come anticipato nelle dichiarazioni programmatiche rese nel corso della seduta del nuovo Consiglio comunale svoltasi venerdì scorso, l’assemblea odierna è il primo appuntamento finalizzato alla instaurazione di processi partecipativi attraverso i quali i cittadini potranno condividere, in maniera paritaria, le scelte sulle politiche pubbliche, diventando essi stessi protagonisti del governo della città.

Questo, come già annunciato, dovrà seguire un nuovo corso, fondato sulla democrazia dal basso, la partecipazione attiva della collettività, l’informazione e la comunicazione trasparente, la consapevolezza dei problemi e la condivisione delle scelte.

L’ascolto dei cittadini, l’individuazione dei problemi comuni, l’inclusione dei diversi saperi nei processi decisionali pubblici e la condivisione delle soluzioni fattibili, dovranno essere la base di ogni iniziativa strategica.

Questa è la “democrazia partecipativa”.

Il dramma dello spopolamento, della fuga dei giovani, della crisi del commercio e delle aziende manifatturiere, il declassamento del ruolo di centro amministrativo e istituzionale (provincia, funzioni statali, giudiziarie, sanitarie, universitarie), ci pone dinanzi alla responsabilità del buon padre di famiglia; cioè di colui che è chiamato a risolvere i problemi quotidiani guardando al futuro.

Il Comune riveste il ruolo centrale di stimolo dell’azione sociale, dell’interessamento dei cittadini alla vita pubblica. D’altro canto, la partecipazione alla vita pubblica costituisce un onere ed un’opportunità per contribuire alla risoluzione dei problemi attraverso la mobilitazione propositiva, superando le logiche delle semplici lamentele nonché le sterili polemiche.

Il nostro è un territorio ricco di risorse ambientali, paesaggistiche, storiche, architettoniche. La nostra comunità vanta qualità riconosciute di spessore umano, di solidarietà sociale, eccellenze nella cultura, nelle tradizioni, nei costumi, nelle produzioni tipiche artistiche, artigianali, agricole e alimentari. Queste doti ci sono state tramandate dai nostri avi i quali ci hanno investito della responsabilità di saperle conservare e di farle fruttare in maniera equilibrata, affinché le generazioni future ne possano trarre i migliori benefici e perché continuino a riconoscersi nei nostri valori identitari.

Perché ciò accada, è necessario dotare il Comune di una visione di sviluppo innovativa e concreta, attraverso la formazione di un pacchetto dinamico di interventi integrati, tutti inseriti in strategie ben definite ed efficaci, finalizzate a conseguire obiettivi prestabiliti condivisi a priori. 

Dobbiamo tendere a munirci di un pacchetto di progetti, di studi di fattibilità pronti e disponibili ogniqualvolta si affaccino all’orizzonte dei finanziamenti pubblici, regionali, statali o comunitari; quelle opportunità frequenti, spesso corpose, alle quali attingono solo le Amministrazioni virtuose, capaci di fare programmazione seria, argomentata, fattibile e condivisa.

 Amministrazioni capaci cioè di “non perdere il treno” dei finanziamenti provenienti da Roma e da Bruxelles, di non mandare indietro le risorse solo perché impreparate e perciò incapaci di utilizzarle: questi sono i requisiti di base senza i quali è illusorio aspirare al riconoscimento da parte degli organismi di valutazione dei progetti candidati ai diversi bandi nazionali ed europei.

I soldi ci sono; talvolta sono tanti. Basti pensare a quanti bandi di finanziamento rimangono disattesi e per questo le risorse non vengono assegnate e sono dirottate verso altri territori.

Per evitare di restare al palo oppure di raffazzonare ogni volta, all’ultimo momento, qualche proposta progettuale scoordinata e priva di qualsiasi verifica di fattibilità e della benché minima condivisione dei cittadini, bisogna mettere in campo, in tempo utile, tutte le forze istituzionali e sociali ed implementare le collaborazioni ed i partenariati pubblici e pubblico-privati.

Bisogna, cioè, fare squadra, affinché si riesca a far fruttare le nostre risorse in modo da intercettare i flussi di visitatori - specialmente nel settore del turismo culturale - e di operatori e investitori economici, per conseguire un livello di qualità della vita adeguato ai tempi, per invogliare i nostri giovani a restare e a perpetuare la nostra comunità e la nostra identità.

Sussiste la concreta possibilità di attingere, nel breve e medio termine, a fonti finanziarie ingenti, capaci di rivoluzionare gli indicatori socio-economici del nostro territorio. Affinché ciò accada, è necessario ideare strategie di sviluppo sostenibili – in particolare nei loro impatti socio-economici – verso cui far convergere ogni attività, ogni intervento, ogni progetto dell’Ente. In altri termini, bisogna evitare a priori tutti i rischi di sprechi generati da interventi scoordinati, inutili e inconcludenti, causa di degrado fisico ed economico nonché di scoramento sociale.

Siamo una realtà di piccole dimensioni demografiche. Per invertire il trend negativo bastano, quindi, interventi mirati. Ciò che conta è la certezza della corretta allocazione delle risorse, dell’integrazione e implementazione degli interventi programmati e della loro efficiente gestione.

In questo scenario si colloca l’opportunità dei finanziamenti europei che hanno determinato la necessità di procedere a questo primo incontro. Oggi siamo chiamati a definire la strategia di sviluppo sostenibile entro cui vogliamo utilizzare le risorse a cui poter attingere (circa tre milioni e mezzo di euro) decidendo insieme quale strada vogliamo intraprendere per la crescita della nostra area urbana e, nell’ambito degli obiettivi che ci prefiggeremo, in che modo vogliamo utilizzare questa prima risorsa disponibile.

L’Ufficio Politiche Pubbliche del nostro Comune – di recente costituzione – nel quale è stata incardinata la funzione di Autorità Urbana, prevista dal programma di Strategia Aree Urbane di cui al POR Molise 2014-2020, ci seguirà in questo percorso, essendo anche coordinatore del LIPA (Laboratorio Inclusivo di Partecipazione Attiva).

L’Ufficio ha il compito di promuovere ed incentivare il processo partecipativo, curare l’interazione fra i partecipanti, facilitare l’espressione e la raccolta delle conoscenze ordinarie ed esperte, procedere all’elaborazione dei dati ed alla loro diffusione, agevolare l’individuazione

                                                                 Giacomo d’Apollonio

                                                                  Sindaco di Isernia