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giornale telematico del Comune di Isernia

direttore  responsabile  Mauro  Gioielli

 

 

 

lunedì  21 novembre 2016  /  ore  17:20

© Comune di Isernia

 

Riforma Costituzionale
REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE

 

 

Superamento del bicameralismo paritario

Nessuna equivalenza fra Camera e Senato; i due organi dello Stato non avranno più gli stessi poteri e non svolgeranno più gli stessi compiti, come per esempio il voto di fiducia al Governo oppure l’approvazione di tutte le leggi. Il compito del “nuovo” Senato sarà limitato a legiferare con la Camera in materie riguardanti le riforme costituzionali, disposizioni sulla tutela delle minoranze linguistiche, referendum, enti locali e politiche europee.

 

Riduzione del numero dei parlamentari.

Il Senato avrà un numero inferiore di membri, da 315 senatori si passerà a 100, questi non saranno più eletti direttamente ma saranno scelti dalle assemblee regionali tra i consiglieri che le compongono e i sindaci della regione. Quindi il “nuovo” Senato sarà composto da: 74 consiglieri regionali; 21 sindaci; 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica (in carica per 7 anni).

 

Il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni.

La riduzione dei componenti del Senato unita alle altre disposizioni presenti nella Riforma dovrebbe far ridurre la spesa pubblica, ma attualmente non è possibile calcolare la cifra precisa intorno alla quale si aggira il “risparmio pubblico”.

 

Soppressione del CNEL.

Il CNEL è un organo previsto dall’articolo 99 della Costituzione e ha la funzione di fornire una consulenza tecnica al Parlamento, le sue materie di competenza sono la legislazione economica e sociale. Ha diritto all’iniziativa legislativa limitatamente alle sue competenze.

 

Revisione del Titolo V della parte II della Costituzione.

Il Titolo V della parte II della Costituzione contiene le norme fondamentali che regolano le autonomie locali. Questa parte della Costituzione è già stata modificata nel 2001, quando fu garantita alle regioni maggiore autonomia in campo finanziario e organizzativo. Se il 4 dicembre vincerà il “Sì” molte competenze torneranno esclusivamente allo Stato. Attuando la modifica proposta si perderebbe quel “decentramento” che permette di delegare maggiore potere a livello locale.

 

il direttore, Mauro Gioielli