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giornale telematico del Comune di Isernia

direttore  responsabile  Mauro  Gioielli

 

 

 

domenica  10 settembre 2017  /  ore  11:20

© Comune di Isernia

 

Il discorso del Sindaco
CERIMONIA DEL X SETTEMBRE - 74° ANNIVERSARIO

 

A metà del Seicento, l’arciprete della Cattedrale di Isernia, Giovanni Vincenzo Ciarlanti, scrisse che la nostra città, durante i secoli, era stata distrutta otto volte: cinque delle quali a causa di guerre. Tre secoli dopo, le devastazioni belliche salirono a sei. Infatti, come purtroppo tutti noi sappiamo, si aggiunse quella che Isernia ha subito durante la seconda guerra mondiale, a causa dei bombardamenti del settembre e dell’ottobre del 1943, il primo dei quali avvenne il 10 settembre.

Sono passati 74 anni da quella data drammaticamente presente nella memoria degli isernini. Il lungo tempo trascorso non cancella il dolore che ogni volta, in questo giorno, riaffiora inestinguibile nel cuore di tutti noi. Fu un bombardamento devastante e illogico. Due giorni prima era stato firmato l’armistizio, nulla lasciava presagire la tempesta di bombe che gli aerei angloamericani si apprestavano a lanciare su una città indifesa, popolata solo di innocenti. Su molti di loro si posò il nero velo della morte.
La perdita di vite umane fu enorme. Ancor di più lo fu la disperazione di chi scampò a quell’assurda tragedia, la profonda angoscia di chi aveva perso i propri affetti, di chi aveva visto sconvolta la propria esistenza e distrutta ogni cosa: le chiese, le abitazioni, le strade, le botteghe.
Una lapide, incastonata sulla facciata del nostro palazzo municipale, testimonia il martirio di molti Isernini che, «mai deflettendo dal loro eroico e dignitoso contegno verso lo straniero», perirono durante il primo bombardamento o durante quelli successivi.
In quei difficili giorni, la gente terrorizzata abbandonò la città e cercò riparo nei villaggi circostanti, nelle dimore rurali, nei rifugi improvvisati. Isernia, inerme e afflitta, era ormai diventata un luogo disabitato: solo macerie e corpi straziati.

Pochi anni fa, l’Archivio di Stato di Isernia ha condotto un primo veritiero censimento delle vittime dei bombardamenti subiti da Isernia nel 1943, analizzando la documentazione presente nel “Fondo Tribunale” conservato dallo stesso Archivio. Ne è risultato un lunghissimo elenco di nomi.
Quegli stessi nomi li possiamo leggere su ciò che ormai viene definito il Sacrario del X Settembre, allestito nel nostro Museo Civico, nella sezione dedicata alla seconda guerra mondiale, dove fra poco ci recheremo per deporre un cuscino di fiori. Isernia non deve dimenticare quei nomi. Il Museo vuole tenerne doverosamente viva la memoria. Sono i nomi dei nostri padri, delle nostre madri, dei nostri fratelli: i nomi dei nostri familiari e concittadini. Centinaia le vite spezzate. Il loro martirio ci sia d’insegnamento e di monito, affinché gli orrori della guerra non si ripetano più.

 

Giacomo d'Apollonio, Sindaco di Isernia