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giornale telematico del Comune di Isernia

direttore  responsabile  Mauro  Gioielli

 

 

 

venerdì  7 aprile 2017  /  ore  12:20

© Comune di Isernia

 

Tradizioni Isernine

LA PROCESSIONE DELLA MADONNA ADDOLORATA

 

A Isernia, come in alcune altre località italiane, il venerdì che precede la domenica delle palme ha luogo la processione della Madonna Addolorata. L’iniziatore di tale tradizione religiosa fu l’arciprete Vincenzo d’Apollonio, come si apprende da un dattiloscritto custodito dagli attuali suoi discendenti, in una pagina del quale sono riportate queste notizie: «La statua della B.V. Addolorata che trovasi nella cattedrale, fu acquistata dall’arciprete D. Vincenzo d’Apollonio, il quale ne istituì la festa nel venerdì di passione e stava anche costituendo una Congrega dell’Addolorata, quando ne avvenne la morte. Mentre egli era in vita, dopo la processione la statua era riportata in casa d’Apollonio, dove veniva custodita nella cappella di famiglia. Dopo la morte del predetto arciprete D. Vincenzo, avvenuta il 4 febbraio 1842, Mons. Saladino chiese alla famiglia d’Apollonio che la statua fosse custodita definitivamente nella cattedrale di Isernia, giacché il consenso di farla custodire in una casa privata egli non l’aveva negato, tenuto presente che il cultore ne era un sacerdote che ricopriva la prima dignità di questo Capitolo Cattedrale. La famiglia d’Apollonio acconsentì, a malincuore, alla richiesta di S.E. il Vescovo. Poco dopo accadde un fatto increscioso. Alcuni Passionisti venuti in Isernia, ammirata la statua dell’Addolorata che costituiva per Isernia un gioiello d’arte, con la scusa di alcune riparazioni da doversi apportare, ottennero di poter portare la statua in Napoli. E solamente dopo le vive e risolute richieste della famiglia d’Apollonio, che minacciò di ricorrere alle vie legali se non avesse avuto la restituzione della statua, i Passionisti inviarono, dopo lunghe tergiversazioni, la statua attuale, anche bella ma di gran lunga inferiore a quella che avevano asportato. La primitiva statua dell’Addolorata della famiglia d’Apollonio fu collocata in Napoli» in una chiesa.L'immagine può contenere: 1 persona, spazio al chiuso
Lo stesso documento contiene una brevissima annotazione sull’arciprete Vincenzo d’Apollonio, dalla quale si apprende che quando costui morì «aveva 85 anni e fu sepolto nella chiesa della Madonna delle Grazie». Dallo storico Antonio Mattei (Storia d’Isernia, vol. III), inoltre, sappiamo che nel 1834, allorquando venne a mancare il vescovo Diodato Gomez Cardosa, ci furono tre anni in cui, prima di giungere alla nomina del nuovo vescovo Gennaro Saladino, la diocesi fu retta proprio dall’arciprete Vincenzo d’Apollonio (vicario capitolare).
In quanto alla seconda statua menzionata nel dattiloscritto, ossia quella meno antica e preziosa della precedente, essa è ancora oggi conservata in cattedrale e viene esposta davanti all’altare maggiore nei giorni che precedono la processione. L’effigie della “Vergine in lutto” è molto bella. Spiccano le sette spade che simboleggiano i suoi sette dolori: Maria nel tempio ascolta la profezia di Simeone (e anche a te una spada trafiggerà l’anima); Maria fugge in Egitto per salvare Gesù (stanno cercando il bambino per ucciderlo); Maria smarrisce e ritrova il Figlio (seduto in mezzo ai dottori); Maria incontra Gesù che porta la croce (e Gesù vide sua Madre lì presente); Maria assiste alla crocifissione e alla morte di Gesù (tutto è compiuto!); Maria riceve sulle braccia il Figlio deposto (lo calò giù dalla croce); Maria accompagna Gesù alla sepoltura (Donna, ecco tuo Figlio!).
All’interno della medesima chiesa cattedrale, già nel settecento ma probabilmente anche nei secoli precedenti, c’era una «statua di legname della B.ma Vergine dei sette dolori», come documentato in una relazione del 1744 redatta dal regio ingegnere Casimiro Vetromile. Viepiù, nella stessa cattedrale di Isernia c’è tuttora una tela settecentesca di Raffaele Gioia che ritrae la 'Madonna Addolorata con Maria Maddalena e alcuni angeli'. Non poche altre sue immagini o simulacri si conservano nelle chiese della città, come ad esempio la piccola statua della Mater Dolorosa esposta nel cappellone di sant’Antonio (chiesa di san Francesco). Anticamente era presente in città pure una Congregazione, denominata 'dei Sette Dolori', istituita dal vescovo Giovan Saverio de Leone nel gennaio 1723 ma che successivamente smise ogni attività, tant’è che nel 1858 Stefano Jadopi scrisse che ormai ne restava solo il ricordo. Infatti, non a caso, Vincenzo d’Apollonio (com’è testimoniato nel dattiloscritto) stava «costituendo una Congrega dell’Addolorata», e il proposito non si concretizzò a causa della sua morte.
Questa sera, dopo la funzione delle 18:30, la processione della Madonna Addolorata si avvierà dalla cattedrale di san Pietro apostolo e percorrerà il seguente itinerario: corso Marcelli, piazza Celestino V, piazza Carducci, via Romano, via Kennedy, via De Nicola, via Ponzio, via Lorusso, piazza Carducci, piazza Celestino V, corso Marcelli, piazza Trento e Trieste, vico storto Ciro Marilli, piazza sant’Angelo, vico storto Castello, corso Marcelli e rientro in Cattedrale.

 

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Proprio in questi giorni, ascoltando un programma di Radio Maria, ho sentito il conduttore affermare che «inizialmente il culto dell’Addolorata era collegato alla Settimana Santa. Poi è nata la sua festa, originariamente celebrata il venerdì prima della domenica delle palme e a settembre». Infatti, in occasione del venerdì che precede la "dominica in palmis de passione Domini", [comunemente detto 'venerdì di passione'] è tradizione, in non poche città, celebrare la Madonna Addolorata con una processione. Mi limito a segnalarne alcune in Puglia, proponendo le informazioni recuperate sul web.
A Bitonto, il ‘venerdì di passione’, ossia quello che precede la domenica delle palme, dalla splendida cattedrale romanica si avvia la processione con l’Addolorata nel suo abito nero e lo spadino che le trafigge il cuore, simbolo del dolore di tutte la madri che perdono un figlio. Simile processione a Grottaglie, dove, nel terzultimo giorno della settimana che precede quella santa, ‘esce’ la processione della Vergine Desolata. Anche a Gallipoli la processione dell’Addolorata ha luogo una settimana prima del venerdì santo. A Gioia del Colle, i riti della passione vedevano in prima linea le tante confraternite presenti sul territorio, ma soprattutto quella del Purgatorio con la doppia processione dell’Addolorata nel venerdì antecedente le Palme e nel venerdì santo antecedente la Pasqua. In Puglia si tengono processioni analoghe anche ad Andria, Canosa, Minervino Murge, Molfetta, Ruvo e in altre località ancora.

 

MAURO GIOIELLI